PERCHE’ ALL’AQUILA E DINTORNI NON NEVICA PIU’.

In questo inizio gennaio abbiamo avuto due irruzioni fredde molto consistenti, una a cavallo della Befana e un’altra tutt’ora in corso. In entrambi le occasioni all’Aquila e nei comuni limitrofi posti ad ovest, Scoppito e Tornimparte, la neve non è caduta o se lo ha fatto era di spessori irrisori. Si sente dire “ Ma come è possibile? Nevica a Teramo nevica a Chieti e pure a Pescara e all’Aquila no!” Devo dirvi che la cosa in questi casi è perfettamente normale, aggiungo che l’Aquila e la sua zona ovest sono tra le meno nevose d’Abruzzo. Qualsiasi paese del teramano, pescarese e chietino, posto oltre i 500 metri di altezza ha una potenzialità nevosa che l’Aquila e dintorni neanche se la sognano. La scienza non è misticismo o spiritualità ma è matematica e quindi leggi fisiche e chimiche che lasciano poco spazio ad altre soluzioni. La neve per cadere ha bisogno di due cose, l’umidità e il freddo, se abbiamo la prima e non il secondo allora piove, se manca l’umidità succede quello che è successo in questo gennaio, fa freddo ma non nevica. La nostra zona prende il freddo principalmente da nordest o est ma ahimè l’umidità solo da ovest, dal tirreno, poiché l’adriatico pur essendo notevolmente meno distante del tirreno, è schermato dal massiccio del Gran Sasso. Quindi per nevicare da noi l’aria fredda o deve venire da nord nordovest oppure deve aggirare la catena alpina e gettarsi nel tirreno il più possibile vicino alle coste evitando così il richiamo caldo che 99 volte su 100 fa piovere, ne consegue che incastrare tutte queste cose è difficile. Per nevicare sui versanti orientali la cosa è molto più semplice, quando aria fredda giunge da est o nordest, passando sull’adriatico si carica di umidità. Appena essa è costretta a risalire per la presenza della catena appenninica, condensa è cade sotto forma di neve. Siccome il fenomeno perdura fin quando l’aria fredda continua a scendere dalle pianure russo-siberiane, ne consegue che le nevicate sono molto violente e durature. Ecco perché di là nevica tanto. Per fare un esempio culinario far nevicare sul teramano, pescarese e chietino ha la difficoltà di cuocere un uovo sodo. Far nevicare sull’Aquila e dintorni ha la difficoltà paragonabile alla preparazione di un’esclusiva ricetta di alta cucina. Va aggiunto che le occasioni una volta si presentavano con più facilità e quindi le nevicate aquilane pur non essendo mai particolarmente abbondanti avvenivano con maggiore frequenza e alla fine si facevano dei buoni accumuli annui, io che ho passato i 50 posso dirvi che era effettivamente così. Ora, probabilmente a causa dei cambiamenti climatici, queste occasioni si verificano più raramente e il freddo ormai riesce ad entrare solo dai quadranti nordorientali riducendo così le occasioni di nevicate aquilane a quasi zero.

P.S. La neve nei comuni della provincia dell’Aquila vicini ma posti più ad est, Barisciano, Molina, ecc. è dovuta al fatto che sono appunto più ad est e l’aria carica di umidità riesce a passare anche a causa di una minore altezza delle catena appenninica. Per Pizzoli la neve è dovuta ad infiltrazioni di aria fredda e umida dal passo delle Capannelle.

 

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