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I ghiacci marini artici hanno raggiunto il nuovo minimo storico che risaliva a settembre 2007 con 4.267.000 Kmq di estensione, giovedì scorso 8 settembre 2011 tale estensione si è addirittura ridotta a 4.240.000 Kmq. Ormai si va verso la totale apertura del celebre "passaggio a nord-ovest", le cause dello scioglimento dei ghiacci artici sono state imputate ai fattori naturali ed al fattore umano, GW ed AGW come fenomeni, la tendenza non sembra sia possibile invertirla ma si potrebbe rallentare la velocità di scioglimento glaciale con interventi mirati alla salvaguardia ambientale come la riduzione di sostanze inquinanti e di tutto ciò che riguarda il fattore umano come attività che fin'ora hanno contribuito ad accelerare l'innalzamento termico medio su scala mondiale, naturalmente questo riguarda i paesi più industrializzati come gli U.S.A., i paesi europei, il Giappone ed i nuovi colossi in via di sviluppo come Cina ed India che crescendo economicamente in modo vertiginoso sono i paesi che di recente sembrano aver inquinato di più.
Secondo l'Università di Brema in Germania, questa drammatica situazione è un'ulteriore prova dell'incidenza dell'effetto serra causato dal fattore antropico AGW, teoria che quindi viene maggiormente avvalorata.

 

Sopra, l'immagine satellitare relativa alla situazione attuale dell'Artico.

 

Sotto, il grafico relativo all'estensione dei ghiacci artici. Anno 2011 a confronto con gli anni precedenti, in particolare il 2007 che raggiunse il precedente minimo storico.

 

Il grafico qui sotto riportato mostra il confronto circa l’estensione dei ghiacci artici negli anni che vanno dal 2002 ad oggi, al contrario di quanto sostiene l’Università di Brema, il minimo storico appartiene ancora all’anno 2007, ergo, attualmente tale minimo non è stato raggiunto.

In tutte le rilevazioni, soltanto il suddetto Istituto vede attualmente i ghiacci artici al minimo storico, ovvero la minoranza degli Istituti di Ricerca, pertanto si può facilmente ipotizzare che la notizia sbandierata da tutti i media sia falsa, a meno che a rilevare misurazioni errate siano stati tutti gli altri enti, ma il sottostante grafico AMSR-E evince che il minimo storico appartiene ancora con un margine rilevante all’anno 2007 per quanto riguarda il mese di settembre nel confronto con l’anno corrente, ovvero il 2011.

Il monitoraggio glaciale dell’Artico, naturalmente si effettua proprio nel mese di settembre per verificare quanto il ghiaccio abbia resistito al periodo annuale di massimo riscaldamento, vale a dire l’estate quando praticamente si verifica il massimo scioglimento della calotta polare, pertanto si può osservare quale sia l’estensione dei ghiacci marini artici nel mese di settembre nel corso dell’ultimo decennio anno per anno :

Al primo posto troviamo settembre 2003 con un’estensione circa poco più di 6 milioni di Kmq ;

Al secondo posto troviamo settembre 2006 con un’estensione intorno a 6 milioni di Kmq ;

Al terzo posto troviamo settembre 2004 con un’estensione di circa 5,9 milioni di Kmq ;

Al quarto posto troviamo settembre 2002 con un’estensione di circa 5,8 milioni di Kmq ;

Al quinto posto troviamo settembre 2005 con un’estensione intorno a 5,1 milioni di Kmq ;

Al sesto posto troviamo settembre 2009 con un’estensione di circa 5 milioni di Kmq ;

Al settimo posto troviamo settembre 2010 con un’estensione intorno a 4,5 milioni di Kmq ;

All’ottavo posto troviamo settembre 2008 con un’estensione intorno a 4,4 milioni di Kmq ;

Al nono posto troviamo l’attuale settembre 2011 con un’estensione intorno a 4,3 milioni di Kmq ;

Al decimo posto troviamo settembre 2007 col il minimo storico di estensione di 4,267 milioni di Kmq.

Una curiosità riguarda l’anno 2003 che nonostante abbia avuto un’estate tra le più calde per quanto concerne l’Emisfero Settentrionale, nel mese di settembre l’estensione dei ghiacci marini artici è stata superiore a quella del mese di settembre di tutti gli anni successivi fino ad oggi, questo probabilmente a causa della massima estensione avuta durante l’inverno con circa 15 milioni di Kmq.

Possiamo notare che il maggiore o minore scioglimento glaciale nel corso dell’ultimo decennio ha un andamento altalenante, ovvero non sempre si è andati verso il minimo col passare degli anni anche se la tendenza dice il contrario perché di recente, l’anno 2009 ad esempio, ha avuto un parziale recupero sugli anni  precedenti 2007 e 2008 pur avendo tuttavia subìto una diminuzione di superficie rispetto ai precedenti anni che vanno dal 2002 al 2006, tendenza negativa purtroppo confermata in questi ultimi due anni 2010 e 2011 dove l’estensione pari o superiore ai 5 milioni di Kmq sembra diventata un miraggio.

 

 

 

 

 

Sopra sono riportati i grafici relativi all’andamento riguardante l’estensione dei ghiacci marini dell’Emisfero Settentrionale dal 1978 ad oggi ed all’ultimo triennio dal 2009 ad oggi confronto con la media storica 1978-2008 con tanto di anomalia che risulta essere negativa per 1,814 milioni di Kmq nell’attuale mese di settembre 2011.

In conclusione, si deduce che alla fine degli anni '90 la "nostra" calotta polare artica ha subìto una drastica perdita, in termini di chilometri quadrati di estensione. Solo con l'inizio del nuovo millennio sembra che le cose stiano migliorando. Diversi studi scientifici e altamente attendibili hanno dimostrato un nuovo incremento della superficie artica. Purtroppo però il ritorno alla media (quasi) trentennale (1978-2000) rimane tuttora un miraggio.

 

 

Ivan Bartocci