Rocca di Mezzo
Descrizione della località

Rocca di Mezzo è situata nella parte centro settentrionale dell’altopiano delle Rocche, pianoro montano appartenente al gruppo Velino Sirente (quota massima 2487 m s.l.m.) terzo massiccio dell’appennino dopo il Gran Sasso (2912 m s.l.m.) e la Maiella (2795 m s.l.m.) a circa 27 km di distanza dalla città di L’Aquila e 32 da Avezzano. Anticamente Rocca di Mezzo, ultimo lembo di territorio Vestino all’epoca delle popolazioni italiche e castello più meridionale del cosiddetto “contado aquilano” nel Medioevo, sulla via che conduceva nelle terre dei Marsi, si sviluppava su un piccola altura (Colle Percorte m s.l.m. 1329) per evidenti ragioni difensive. Col passare dei secoli e la modifica del tessuto socio-economico, il paese si è esteso nella sottostante pianura, che costituisce ormai da decenni il cuore pulsante del borgo, con l’ampia piazza, la sede municipale (1277 m s.l.m.) e le numerose attività commerciali sorte con l’apertura risalente ai primi anni 70, degli impianti sciistici di Campo Felice posti a soli 4 km dal paese, principale volano turistico del comprensorio; iniziativa fortemente voluta dall’imprenditore Aldo Iacovitti, nativo della vicina Rocca di Cambio. L’altopiano ha da sempre rappresentato la naturale via di comunicazione tra la media Valle dell’Aterno e la bassa Conca aquilana e la Marsica al cui territorio appartiene la parte meridionale dell’altopiano, con i borghi di Rovere (1404 m s.l.m.) ed Ovindoli (1375 m s.l.m.) quest’ultimo affacciato a mò di balcone, sulla sottostante piana del Fucino. Il profilo altimetrico è piuttosto irregolare oscillando da una quota massima di 1370 metri del tratto tra Rovere ed Ovindoli alla quota minima di 1252 dell’inghiottitoio di Pozzo Caldaio ubicato nell’estremo lembo settentrionale, nelle vicinanze dell’abitato di Terranera, una delle tre frazioni di Rocca di Mezzo, unitamente a Rovere e Fonteavignone, quest’ultima posta però al di fuori dall’altopiano, lungo la strada per L’Aquila a circa 1200 metri di quota. L’unico corso d’acqua degno di nota del Piano delle Rocche, è il rio Gamberale che sorge nei pressi del vado di Pezza (m 1461 s.l.m.) posto un paio di chilometri a sud di Rocca di Mezzo a cavallo tra Monte Rotondo (2062 m s.l.m., la montagna dei Rocchiggiani) e Monte delle Canelle (1811 m s.l.m., la montagna dei Roveresi). Da qui, dopo aver attraversato il campo di Rovere (m 1320) e l’abitato di Rocca di Mezzo con un percorso totale circa di 7 km, raggiunge l’inghiottitoio di Pozzo Caldaio di origine carsica ovvero il punto più depresso dell’altopiano, dove si inabissa per poi riaffiorare in superficie, dopo uno scorrimento sotterraneo di circa 3 km ed uno sbalzo altimetrico di quasi 600 metri, nel cuore della media Valle dell’Aterno qualche decina di metri più in alto dell’abitato di Stiffe ad un quota di 695 m s.l.m. L’affascinante viaggio delle gelide acque del ruscello sotterraneo, unico esempio in Italia, ha scavato all’interno della roccia, le meravigliose Grotte di Stiffe, divenute negli ultimi anni un’importante attrattiva turistica per la spettacolarità delle formazioni calcaree (stalattiti e stalagmiti), le maestose cascate sia sotterranee che superficiali e la notevole lunghezza delle cavità ipogee, che si stima essere di molto superiore ai 1000 metri sinora esplorati dagli speleologi. Le due porzioni dell’altopiano, determinano alcune non trascurabili differenze climatiche. La porzione meridionale tra Rovere ed Ovindoli (Bacino idrografico Tirrenico) è caratterizzata da una maggiore esposizione alle perturbazioni atlantiche con conseguente maggiore piovosità media annua (circa 1500 mm) ed anche un più elevato accumulo nevoso medio annuo, favorito dalle temperature più basse di circa 1,5 gradi che si registrano durante le perturbazioni atlantiche sostenute da venti sud occidentali, divenute per altro sempre più frequenti nell’ultimo trentennio nel quale si è assistito ad un’impennata dello zero termico medio durante il trimestre invernale, dai 1400 metri ai 1700 metri attuali. Ciò è dovuto alla presenza a sud dell’abitato di Rocca di Mezzo, dei rilievi di Monte Rotondo e Monte delle Canelle che determinano il classico effetto foehn (venti di caduta) in caso di venti meridionali sulla porzione centro settentrionale dell’altopiano che comprende anche il Comune più alto dell’appennino ovvero Rocca di Cambio (1434 m s.l.m.) situato interamente in pendio. Non è dunque raro assistere a precipitazioni nevose ad Ovindoli e piovose a Rocca di Mezzo e Rocca di Cambio in caso di basse pressioni dal cuore mite. Al contrario, per quanto concerne il regime termico, la porzione centro settentrionale dell’altopiano, nonostante la quota inferiore di quasi 100 metri, risulta leggermente più fredda nel bilancio termico complessivo (temperatura media annua) a causa dei valori minimi nettamente più bassi. La pianura (in dialetto “Le prata”) che unisce i borghi di Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio e Terranera costituisce infatti un bacino ideale per poderose inversioni termiche, esaltate dalla scarsa ventilazione durante le notti serene o con parziale copertura nuvolosa. Non è infatti impossibile raggiugere in condizioni di suolo innevato, picchi minimi intorno ai -30/-32 gradi, mentre nel pianoro tra Rovere ed Ovindoli difficilmente si scende sotto i -22/-23 nelle medesime condizioni di fresco innevamento e cielo sereno. Nell’ultimo trentennio, si registrano i seguenti valori riferiti alla parte valliva compresa tra i 1260 e i 1285 m s.l.m.: temperatura media annua di +7,0 (storica +6,0) temperatura media del mese più freddo: gennaio -1,5 (storica -3,0) temperatura media del mese più caldo: luglio +16,5 (storica +15,5), precipitazioni medie annue 1300 millimetri (storica 1500). Quanto alla nivometria, negli ultimi decenni si è osservato un drastico calo soprattutto in ordine alla durata del manto nevoso, che sino alla fine degli anni 80, perdurava al suolo pressoché ininterrottamente dalla seconda metà di dicembre sino a marzo inoltrato, al cospetto dei 40/50 giorni del successivo trentennio; l’accumulo medio stagionale, ha visto una riduzione dai 250 centimetri della media storica, agli attuali 150/170, a causa delle sempre più frequenti precipitazioni piovose durante il trimestre invernale, relegate un tempo a sporadici episodi, specie nel bimestre gennaio/febbraio, storicamente gelido e nevoso. Ben esposta alle perturbazioni nord atlantiche, i maggiori quantitativi, di norma nevosi in inverno, si verificano con direttrice nordovest-sudest (provenienza dei fronti instabili dai vicini Monte Cagno-Monte Ocre). Nevicate ugualmente abbondanti, precedute da tempeste di pioggia (in gergo sciroccate) accadono, inoltre, in caso di profondi minimi depressionari basso atlantici, sospinti da venti di origine nordafricana, che traslando verso est, richiamano aria fresca dai quadranti orientali, sufficiente ad abbassare la temperatura ad 850 hpa (1500 metri circa) tra +1 e 0 gradi. Da non sottovalutare le gelide nevicate con temperature a volte prossime ai -10 (in dialetto beferina) prodotte da irruzioni di aria fredda da est-nordest che, anche se decisamente inferiori rispetto agli accumuli che si misurano dai 700/1000 metri di quota nel versante teramano del Gran Sasso e nei vari centri montani del chietino e del pescarese privi di barriere verso oriente, possono in poche ore scaricare al suolo, accompagnati da venti impetuosi (in dialetto locale beferine) sino a 40/60 cm negli episodi più intensi. In tali eventi gli ammassi nuvolosi risalgono da sud-est, impattano sul Monte Sirente (2343 m s.l.m.) per poi debordare nel vicino altopiano, dal valico della Forcella distante un paio di chilometri dal paese (1404 m s.l.m.) dove non di rado si supera il metro di neve per la maggiore persistenza della precipitazione. La stazione meteo si trova all’ingresso del paese provenendo da L’Aquila/Rocca di Cambio, ad una quota di 1.282 m s.l.m. ai piedi del Colle di San Leucio (meglio conosciuto come Pineta di San Leucio), protettore di Rocca di Mezzo, sulla cui sommità (1317 m s.l.m.) vi è un’antica chiesa dedicata alle celebrazioni patronali, che si tengono l’ultimo fine settimana di luglio. Da segnalare, come proprio la cosiddetta pineta bassa, sia divenuta negli ultimi anni un’autentica oasi di relax e benessere durante il periodo estivo, grazie alla presenza di impianti sportivi (tennis e calcetto) e di una incantevole baita realizzata in perfetto stile alpino, adibita a bar e pizzeria fruibile in ogni periodo dell’anno.

La stazione meteo è stata installata ed attivata il 18 novembre 2018.

(Descrizione a cura di Piergiovanni Di Zitti)

Posizione

Dati tecnici

Strumentazione: Davis Vantage Pro 2

Schermatura: Schermo passivo Davis

Altezza sensori dal suolo: 220 cm (termoigrometro), 450 cm (anemometro)

Tipologia terreno: Prato - Extraurbana - Altopiano

 

Foto
 

Vista verso ovest, con la pineta sullo sfondo.

Visuale verso est, sulla destra si scorge il Monte Sirente.

Vista più ampia sulla zona, a sinistra il Monte Rotondo.

Visuale sulla piana con il Gran Sasso a far da sfondo.